Cosa?


Romagna Rivista
 è il primo progetto di slow journalism romagnolo. Come tutte le etichette, anche quella di slow journalism (lo trovate magistralmente spiegato qui) può apparire un po’ rigida. Forse, lo insegnava Eugenio Montale, è più semplice definire ciò che non vogliamo essere.

Su Romagna Rivista dunque NON troverete:

  • Un flusso di notizie costantemente aggiornato: non ci interessa arrivare primi, preferiamo aspettare e raccontare le cose dopo averle verificate. Oppure non raccontarle, non tutto è necessario.
  • Comunicati stampa e lanci agenzia copia-incollati.
  • Una cronaca nera che non ha rispetto per il dolore delle persone che restano..
  • Storie “virali” sui social media. Le lasciamo lì, la notizia è già data.
  • Dichiarazioni di politici estemporanee.

D’accordo, ma cosa troverete?

  • Cercheremo di raccontare le storie di persone e imprese del nostro territorio che possano raccontare come sopravvivere alla complessità, sfruttandola a proprio favore.
  • Inchieste su quello che non va, perché il giornalismo questo deve continuare a farlo, coniugato però a possibili soluzioni e punti di vista il più possibile originali.
  • Dati: un numero da solo non dice molto ma aiuta a capire. Partendo da un numero, possibilmente confrontato con altre realtà, si possono costruire più storie di quante se ne riescano ad immaginare.
  • Un approfondimento che riesca davvero a fare riflettere e che rinunci alle teorie prestabilite e, nel caso, le verifichi. Lo chiamano fact checking.
  • Una redazione che se sbaglia lo ammette e chiede scusa ai lettori.